BLOG DELEGAZIONE FAI DI TRIESTE

28.10.2010

Sintesi della lezione sul 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia.

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I.     Quando nacque lo STATO ITALIANO il 17 marzo 1861 si disse che la nazione era il principio supremo che legittima l’unione di una popolazione sul territorio di uno stato indipendente e sovrano.
II.    Dunque si sosteneva che quella popolazione era unita da vincoli preesistenti e continuativi derivanti da una storia,una lingua comuni(anche se nel passato essa era stata frantumata in più stati). Anzi l’intento del Risorgimento era stato appunto quello di far coincidere STATO E NAZIONE.
III.    Secondo i protagonisti di quell’evento storia ,lingua e cultura avrebbero richiesto che anche altre popolazioni,oltre a quelle allora direttamente coinvolte nell’evento , fossero ricomprese nello stato che nasceva: Il Veneto,il Trentino,Friuli e Venezia Giulia,ma queste rimasero incorporate nell’Impero Austro –Ungarico.
IV.    50 anni dopo,nell’occasione di quello che fu definito il giubileo della Patria (17 marzo 1911)           dell’Italia unificata facevano ormai parte anche il Veneto e buona parte del Friuli. Ne restavano esclusi ancora Venezia Giulia e Trentino che entrarono in Italia nel novembre  1918, distaccandosi con il Sud Tirolo, che divenne la Provincia di Bolzano, da un mondo al quale avevano appartenuto da secoli. Ma,almeno per Trieste, Pola , Gorizia, Trento e Rovereto, come ha lasciato scritto uno storico triestino non nazionalista” sembrava a noi di aver raggiunto non una tappa della nostra storia, un ideale atteso, ma lo scopo ultimo della  vita, quasi nient’altro potesse più serbare l’avvenire”.
V.       Ma alla svolta del centenario la situazione era ancora una volta cambiata: l’Italia unita aveva    perso,dopo la sconfitta bellica, tutti i territori ad est di Trieste e Gorizia che già le erano appartenuti dopo il 1918.
VI.    Il fascismo , che con il suo nazionalismo, aveva preteso di estendere il Risorgimento sino a Fiume, portando l’Italia alla sconfitta aveva distrutto il risultato del Risorgimento, che tanti pensavano chiuso appunto  nel 1918.
VII.    STATO e NAZIONE non coincidevano più  secondo quella che era stata la prospettiva risorgimentale.
VIII.    Oggi quella separazione permane, ma ad est di Trieste e Gorizia.Non esiste più una barriera confinaria,o meglio, dopo il crollo della Yugoslavia le terre istriane, a questa assegnate dopo le lunghe vicende diplomatiche postbelliche,sono ripartite fra Slovenia e Croazia e fra questi due stati corre un confine che separa la seconda dalla prima che con l’Italia fa ormai parta dell’Unione Europea.
IX.    E’ evidente che il susseguirsi di queste vicende porta con sé un interrogativo. Quale significato ha qui, a Trieste, oggi, la celebrazione dell’Unità D’Italia se quando questa venne proclamata,con Veneto, Istria e Trentino la città ancora non faceva parte dello stato italiano?  Se dopo la I guerra mondiale si consolidò una situazione che, per quanto salutata con entusiasmo dal governo italiano ( Vittorio Emanuele Orlando esaltava commosso la liberazione di Trento e Trieste:”... e voi tutti,cari….italiani delle città e dei borghi che furono il vostro sogno, il nostro amore,la nostra devozione......”), non corrispondeva alla richiesta di unificare tutte le componenti della nazione italiana nel regno, escludendo la Dalmazia, pur concedendo alla fine Fiume all’Italia? Se oggi i guadagni di allora si sono ristretti a Trieste e Gorizia?
X.    E’ chiaro che anzitutto la celebrazione dell’Unità deve essere intesa come la festa della Nazione e non del nazionalismo; e nazionalistiche vennero intese alla Conferenza di pace di Parigi nel 1919 le richieste italiane che andavano oltre le linee di demarcazione etnica tra Italiani e Slavi ( lungo il fiume Arsa e le falde del Monte Maggiore) dal Presidente degli Stati Uniti Wilson, fine sostenitore della coincidenza fra Stato e Nazione.
XI.    Inoltre,dopo le vicende di due guerre mondiali,  è ragionevole ammettere che non è giusto pretendere di far coincidere le ragioni dello Stato e della Nazione militarmente. Lo Stato deve  ricorrere ad altri mezzi quando non è politicamente e giuridicamente in condizione di far valere la sua tutela dell’identità su parti di nazione che sfuggono al controllo della sua autorità.
XII.    Cosa che oggi si può ottenere con lo strumento delle tutele internazionali delle minoranze nazionali e con gli strumenti offerti dall’Unione Europea.
XIII.    Il che non significa che non si debba celebrare l’anniversario dell’Unità d’Italia..
XIV.    Lo Stato  Italiano è pur sempre anche per Trieste non solo il punto di riferimento della sua, a volte fortunata a volte sfortunata, storia, ma anche di tante altre storie e vicende che  direttamente  o indirettamente toccano l’Italia intera.
XV.    È la riduzione ad unità dei tanti luoghi che sono stati la culla della nostra cultura.                                E’ il  quadro di un processo di sviluppo economico che ha visto in Trieste la sede di tante imprese industriali che hanno fatto parte in questi anni del sistema Italia. E’  il termine di uno snodo economico-culturale di cui Trieste è il  tramite con l’Europa centro-meridionale ed orientale.
XVI.    E’ la ricomposizione ad unità di una identità linguistica e culturale di cui anche Trieste è parte.
XVII.    E’ infine l’interlocutore necessario a garantire Trieste nel grande discorso dell’Unione Europea.    E’ da ultimo lo Stato la cui costituzione ci assicura al tempo stesso le forme della democrazia e della libertà cui ci ha portato la storia del XX secolo ed il ripudio del nazionalismo che nel XX secolo tanto male ci ha fatto.


Sintesi della lezione tenuta il 19 novembre 2010 dal Prof. Sergio Bartole curata da Mariella
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1 COMMENTI A "Sintesi della lezione sul 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia. "

salvo - 21.01.2011

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