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20.11.2010

Galleria Storica - Lloyd Triestino

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Trieste è il cuore del Lloyd ed il benessere della città dipende dalla prosperità della Compagnia.” Con questa frase, il Governatore di Trieste, conte Francesco Stadion, si faceva garante presso il Governo austriaco delle necessità di aiutare la compagnia di navigazione nei travagliati inizi della sua esistenza (1842).


Il Lloyd, una delle prime società di navigazione sorte in Europa, impegnato a collegare i porti mediterranei con quelli dell’Asia, Africa e dell’Australia, fu fondato nel 1836, a Trieste, su proposta fatta da Carlo Lodovico von Bruck agli azionisti della I Sezione della Compagnia, operante già dal 1833 nel settore assicurativo. La II Sezione “ di Navigazione” venne ufficialmente costituita il 2 agosto 1836, per rendere attuabili gli obiettivi del Lloyd: “procacciare ai negozianti ed assicuratori le più esatte notizie intorno al commercio ed alla navigazione delle principali piazze Europee e del Levante ed altre per mezzo di appositi corrispondenti.” Armando navi di sua proprietà, il Lloyd avrebbe potuto non solo recepire di prima mano tali “notizie”, ma anche renderle di pubblico dominio nel minor tempo possibile e senza alcun intermediario.


Scegliendo, con sagace intuizione, navi a vapore, ordinate nei cantieri inglesi (i migliori nel campo in Europa), la Società precorse i tempi, opponendo alla navigazione a vela i nuovi mezzi certamente più veloci ed affidabili. Complesse e difficili furono comunque le relazioni iniziali con il Governo di Vienna, che vennero appianate solo attraverso i favorevoli interventi del barone Eichoff, del barone Kübeck e del Principe di Metternich, protettore della Società. Al suo nome venne intestato uno dei primi piroscafi ed a lui venne dedicata la grande tela di Lorenzo Butti rappresentante la prima flotta del Lloyd nel Golfo di Trieste nel 1838.


Fin dagli inizi la Società venne obbligata dal Governo austriaco ad istituire agenzie a Vienna, a Fiume e nei principali porti toccati dai piroscafi. Gli “agenti” assunsero spesso dignità di consoli o di ambasciatori in quei porti che ne erano sprovvisti ed assieme ai capitani si dimostrarono i latori più qualificati per trasmettere a commercianti e cittadini informazioni di ogni genere, sia di cronaca che di carattere politico e, naturalmente, marittimo.


La Società, allo scopo di comunicare tutte le informazioni di particolare interesse, già nel 1835 promosse l’edizione del “Giornale del Lloyd austriaco di notizie commerciali e marittime”, a cui fece seguire l’anno dopo l’edizione tedesca. Usufruendo della tipografia sociale, venne promossa l’istituzione della III Sezione “letterario – artistica”, che acquistò notorietà con l’edizione del periodico “Letture di famiglia” (e del suo omologo “Familienbuch”) e con la collana dei “Classici italiani”, iniziata nel 1856. Alle opere letterarie si affiancarono guide e monografie d’arte impreziosite da incisioni in acciaio mirabili per la loro precisione tecnologica. L’ attività letteraria del Lloyd costituì, di fatto, un fenomeno unico nella storia di imprese economiche europee ed “una sintesi densa e viva della Trieste ottocentesca”.


Ponendo le basi per un futuro imprenditoriale sicuro e per consentire la progettazione e la costruzione delle navi in proprio, nel 1853 il Lloyd costruì il suo Arsenale dopo attente visite ai cantieri inglesi, danesi, russi e olandesi.


Nel 1913 la Società serviva 17 linee periodiche in 4 settori di traffico: Adriatico, Mediterraneo orientale, Turchia e Mar Nero, India ed Estremo Oriente. Allo scoppio della I guerra mondiale la sede venne trasferita a Vienna e della flotta sociale, composta da 69 navi, 33 piroscafi vennero requisiti dal Governo austriaco per trasporti militari e navi-ospedale, 8 messi in disarmo nel fiordo di Scardona (Sebenico), 1 si trovava ad Amsterdam, 7 vennero sequestrati, 11 affondati, 5 venduti e 4 erano in costruzione.


Il 3 gennaio 1919 la Società cambiò ragione sociale e divenne il Lloyd Triestino. Appena nel 1924 il Lloyd ritornò in piena proprietà delle sue navi e tentò di ricomporre le sue linee di trasporto, ed al tempo stesso di riaprire le 125 agenzie sparse in tutto il mondo. Accanto al trasporto passeggeri (funzionante dal 1904), venne ripreso il trasporto delle merci che recò notevoli benefici.


Per opporsi alla crisi mondiale, nel 1932 le sette maggiori compagnie di navigazione italiane si strinsero in un unico fronte armatoriale. Nel ’36 una nuova riforma della flotta portò alla creazione di 4 Società: “Italia-Cosulich” (sede a Genova, traffico con le Americhe); Lloyd Triestino Marittima italiana Sitmar” (sede a Trieste, linee per l’Africa Orientale e il Sudafrica, Asia, Australia); “Tirrenia” (sede a Napoli, rotte per la Libia e il Nord Europa); “Adriatica” (sede a Venezia, linee per l’Adriatico e il Mediterraneo orientale). La partecipazione finanziaria, il controllo e il coordinamento tecnico vennero affidati alla Finanziaria Marittima (FINMARE) del Gruppo I.R.I. Nel 1937 il Lloyd cambiò nuovamente ragione sociale e diventò Lloyd Triestino S.A. di Navigazione. Nel ’38 la Società completò la riorganizzazione delle sue 162 agenzie e dei suoi 65 uffici nell’entroterra ed i trasporti raggiunsero, pur con un numero minore di navi, lo stesso tonnellaggio del 1913.


Durante il II conflitto mondiale il Lloyd, divenuto nel frattempo (1941) Oriens Soc. An. di Navigazione Linee Triestine per l’Oriente, perse 68 navi, 10 vennero catturate e 5 soltanto rimasero integre. La ripresa fu difficilissima vista anche la situazione precaria di Trieste. Il rilancio venne affidato a 9 piroscafi che operavano sulle tradizionali rotte dell’India, Sudafrica e Golfo di Guinea. La ragione sociale tornò ad essere quella precedente la guerra (1946).


Durante il decennio 1950-1960 vennero costruite alcune navi, altre ne vennero acquistate e nel 1963 furono varate la Galilei e la Marconi, particolarmente raffinate negli addobbi interni affidati ad artisti triestini e regionali di notevole prestigio, impiegate sulla rotta dell’Australia. Dal 1951 la ragione sociale era divenuta Lloyd Triestino S.p.A. di Navigazione.


Negli anni Settanta iniziò l’era dei containers e la Società, che possedeva una flotta composta al 40% da navi passeggeri ed al 60% da navi da carico, decise (in anticipo rispetto al piano di ristrutturazione varato dal Governo italiano nel 1974) il rinnovamento dei suoi principali servizi merci di linea, tanto che nel 1973 venne varata la Lloydiana, prima nave portacontainers di bandiera italiana.


Nel ventennio successivo la flotta andò via via rinnovandosi con l’immissione in servizio di navi di sempre maggiori dimensioni e ad altissima tecnologia, come, nel 1993, le nuovissime portacontainers Nuova Trieste e Nuova Genova, sulle rotte dell’Estremo Oriente nel Consorzio “MAFECS” (Mediterranean and Far East Container Service). Nel 1990, sempre nel corso della ristrutturazione, la Società aveva venduto il glorioso palazzo sociale di Piazza Unità d’Italia, acquistato dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, trasferendosi nel 1991 nel Palazzo della Marineria a Passeggio Sant’Andrea, che accoglieva anche la Divisione Costruzioni Mercantili della Fincantieri.


Nel 1998 la Società venne privatizzata e venduta alla Balsam Estate del Gruppo Evergreen di Taiwan. Da allora sono stati ripresi i collegamenti con la Cina, gli U.S.A. e, via Panama, con i porti del Pacifico ed il Giappone.


Dal 2006 la ragione sociale è stata un’altra volta modificata in Italia Marittima S.p.A., sempre con sede a Trieste; la bandiera sociale è rimasta inalterata.


 


Sintesi della storia del Lloyd (dal Lloyd austriaco all’Italia Marittima S.p.A.) curata da Mariella Marchi – FAI scuola.


 


 


 

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