BLOG DELEGAZIONE FAI DI TARANTO

09.12.2010

Il Punteruolo Rosso a Taranto

Dal Territorio feed

Maria Sandionigi


"Grazie alle segnalazioni di vari nostri associati e alla pubblicazione di articoli sulla stampa locale, apprendiamo con grande preoccupazione che il famigerato Punteruolo Rosso delle Palme, dopo qualche caso riscontrato in aree di campagna e in alcuni comuni della provincia, ha iniziato a fare vittime nel cuore della città di Taranto. Tre alberi monumentali della specie Phoenix Canariensis presentano i chiari sintomi dell'infestazione: lungo la “Marina” di via Garibaldi, nel centro storico; all'interno dei giardini dell'Ospedale Militare e nell'area della storica e bellissima Villa del Peripato.


In pochi anni questo coleottero ha già causato danni gravissimi nei paesi del Mediterraneo e non ha risparmiato l'Italia. In Sicilia dodicimila palme morte e trentamila malate; in Campania svariate centinaia; solo a Salerno seicento palme sradicate; a Roma si calcola che il 5% delle palme sia stato colpito; in grande difficoltà tanti comuni della Riviera Adriatica e in Liguria.


Sono cifre che ci impressionano e che ci fanno credere che anche il patrimonio palmizio tarantino sia in grave pericolo. A Taranto le palme sono davvero tante e, come molte città mediterranee, rappresentano un aspetto peculiare del paesaggio. Basti pensare al Lungomare Vittorio Emanuele III, ritenuto da molti esperti uno dei più belli d'Italia.


Per questi motivi sentiamo il dovere di richiamare tutti alle proprie responsabilità. Innanzitutto le autorità che sono preposte alla lotta obbligatoria contro questo insetto, seguendo le misure fitosanitarie emanate nel 2007 dalla Regione Puglia. L'Ufficio Provinciale per l'Agricoltura, gli assessorati all'Ambiente di Comune e Provincia, l'Azienda Multiservizi Igiene Urbana di Taranto devono lavorare in sinergia, senza abbassare la guardia, con la collaborazione delle categorie professionali del settore (agronomi e vivaisti), valutando anche soluzioni innovative e alternative all'eradicazione delle palme malate, come si sta sperimentando in alcune zone d'Italia.


Ma è indispensabile anche l'impegno di tutti i cittadini, dei privati proprietari di terreni e giardini, che devono segnalare alle autorità con grande tempismo ogni esemplare che possa mostrare sintomi della malattia.


Se salveremo le palme, salveremo una parte della nostra identità mediterranea" e la nostra delegazione di Taranto si sta impegnando affinchè siano dedicato alla risoluzione di questo problema le giuste attenzioni e risorse."


Nicola Pavia &  Eduardo De Sortis


 

16 COMMENTI A "Il Punteruolo Rosso a Taranto "

Maurizio Lillo - 22.11.2011

Un saluto a Tutti, anche se in ritardo, si può fare molto per conbattere il Punteruolo. Avete mensionato tanti luoghi, ma i viali con palme di Lido Azzurro, li avete mai visti??? Vi invito a venirli a vedere.

Nicola Pavia - 10.11.2011

Cari amici, saluto con piacere la Dott.sa Svelto.E\' stata il mio punto di riferimento istituzionale durante la mia piccola guerra personale all\'insetto; a lei ho spedito tante segnalazioni di focolai di infestazione; conosco la sua competenza e il suo grande impegno professionale, soprattutto nel campo della guerra al punteruolo rosso. Mi dispiace per il suo risentimento: sono convinto anche io che almeno lei e l\'ufficio che ha diretto non meritano di essere accusati di lassismo in questa emergenza.Il punto è un altro: in due anni che mi sono occupato (ripeto: nel mio piccolo) di questo problema ho avuto a che fare con: Circoscrizione BorgoCittàVecchia, Comune di Taranto, Ufficio Provinciale Fitosanitatio per l\'Agricoltura (quello dalla Dott.sa Svelto),Consiglieri dell\'Ordine degli Agronomi di Taranto, Organi di Informazione (a dire il vero, il solo Corriere dei Giorno si è dimostrato davvero disponibile, più di un anno fa, quando in pochi conoscevano l\'emergenza). Tranne il Comune di Taranto, che pensava ad altro, tutti coloro che in qualche modo rientravano tra gli addetti ai lavori, mi denunciavano (rigorosamente in privato) che i problemi nella lotta al Punteruolo Rosso erano fondamentalmente due: 1) la scarsa informazione sia tra i cittadini, sia all\'interno degli organismi del Comune (esempio: l\'AMIU nell\'ottobre 2010 negava la presenza del problema nel territorio Borgo CittàVecchia, quando vi erano almeno 4 palme colpite in via Garibaldi e Villa Peripato; dunque o non controllavano o non sapevano neanche riconoscere una palma colpita); 2) la scarsità di risorse umane (tecnici per controllare il territorio e per stilare rapporti) e fondi (soldi per i trattamenti di profilassi, soldi per la rimozione della palme compromesse). La dott.sa Svelto fa bene a respingere la benché minima accusa di superficialità o altro.Un anno fa lei aveva previsto tutto il disastro che abbiamo sotto gli occhi e mi scrisse: \"Quando scoppieranno le polemiche, se io o il mio Ufficio saremo chiamati in causa, allora parlerò e non farò sconti a nessuno\". Ma il mio rammarico è questo: perchè gli sconti a nessuno non li abbiamo fatti allora? Perché non raccogliere i timidi appelli a fare tutti fronte comune (addetti ai lavori, istituzioni, associazioni, singoli cittadini, media) contro il problema? Non sarebbe stato utile creare movimento, denunciare insieme PUBBLICAMENTE le varie carenze, pressare chi di dovere a trovare risorse, chiedere una mano (perché no?) anche al volontariato? La mia è forse una osservazione idealistica? Di certo non si può fare la guerra a legioni di insetti con azioni di guerriglia qua e là condotte da poche persone (sia pure competenti, appassionate e volenterose) e magari con armi spuntate... Se tutti avessero lavorato per bene tre-quattro anni fa non avremmo questo disastro sotto gli occhi. Secondo me, qualora ci fosse qualcuno che ha sbagliato, ebbene che paghi. La lotta al punteruolo rosso è obbligatoria per legge, non dimentichiamolo. E l\'arma migliore era la prevenzione. Invece oggi stiamo, come spesso accade, a inseguire l\'emergenza, a tentare di salvare il salvabile e sperare che dal Centro Palme di Sanremo trovino un rimedio davvero efficace. Scusate se mi sono dilungato. Un caro saluto a tutti.

luigi - 08.11.2011

Salve a tutti, credo che preoccuparsi adesso di essere intervenuti 3 anni prima o meno conta ben poco, visto che i risultati sono all\'ordine del giorno e alla vista di tutti. In primisi Piazza Maria Immacolata fino a 15 giorni fa, 5 erano le palme ormai agonizzanti, per non parlare di Viale Virgilio, Lungomare, Piazza Castello..A Talsano poi siete venuti a fare un giro? Da un giorno all\'altro le chiome delle palme cambiano la loro forma...Mi spiace dirlo ma per me a prescindere da tutto c\'è stato un po di disinteresse generale, il fenomeno è galoppante e forse da come stanno andando le cose probabilmente non sarà frenato. Non si senta offeso nessuno quando il Signor Vito e altri cittadini parlano e denunciano menefreghismo ma purtroppo al momento è quello che appare a tutti coloro che amano le piante. Probabilmente gli interventi ci sono stati ma non certo preventivi visti le conseguenze.

Massimo Stragapede - 27.10.2011

Sono contento di apprendere che il Dr. Pasculli e tanti altri si adoperano per tentare di arginare lo tsunami punteruolo. Nel mio piccolo, insieme ad altri amici fotografi, stiamo monitorando il fenomeno. http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2257524931837.118282.1659783998&type=3 Rimango a disposione nel qual caso servissero braccia per attività di supporto nelle operazioni di bonifica. Saluti Massimo Stragapede

anna svelto - 22.10.2011

Ho letto con interesse i vostri accorati commenti ma tengo a precisare che non ho risposto alla mail del Sig. Vito che il 23.03.2011 afferma di avermi inviato. Sono in pensione dal 31.12.2010 e, come credo, non avrei potuto rispondere ad una maii ovviamente mai ricevuta perché inviata successivamente al 2010. Ho sempre risposto a tutte le mails e comunicazioni pervenute quando ero in servizio. Detto questo, mi preme evidenziare, come affermato in un commento ma per rilevare il menefreghismo di non aver attuato quanto prescritto, che Taranto è stata l'ultima ad essere stata colpita perchè sono più di 3 anni che abbiamo iniziato la lotta al punteruolo sul fronte orientale al confine con le province di Brindisi e di Lecce incessantemente e fino a quando sono state disponibili le risorse. Mi stavano e mi stanno a cuore le palme di Taranto per lo meno quanto voi, e consentitemi, visto che abbiamo lavorato moltissimo sul problema, spiace leggere frasi che ritengo fuori luogo per lo meno nei confronti miei e dei funzionari che hanno lavorato in questi anni. Gli interventi operati dal 2007 al 31.12.2010, nonché i protocolli e le disposizioni impartite a tutti i Comuni della provincia di Taranto sono agli atti dell'fficio Provinciale Agricoltura della Regione Puglia in Via Tirrenia, 4. Non solo parole le mie, ma suffragate da fatti.. Vi saluto.

Nicola Pavia - 19.10.2011

Sì, Vito, anche a me sembra che l'insetto sia più forte dell'uomo. Va ricordato sempre che a Taranto ci si è mossi tardi (come ho denunciato in questo blog a marzo), e che sarebbe opportuno anche colpire le numerose mancanze in questa vera e propria guerra, anche se nelle prossime settimane, almeno per quanto concerne le palme di proprietà comunale, si riprenderanno i trattamenti periodici. Però resta il fatto che a tutt'oggi siamo nella situazione che si deve tentare sino all'ultimo di salvare quante più palme possibili, rallentando l'azione del parassita, nella speranza che gli scienziati scoprano una soluzione definitiva. Condivido il tuo rammarico e dò un'aggiornamento a Taranto città: tredici sono le palme che stiamo perdendo in Villa Peripato; quattro in Piazza Garibaldi; tre in Piazza Castello; quattro su Lungomare; due in Piazza Maria Immacolata; tre in viale Virgilio e varie altre qua e là in città. E non ti parlo della zona di Manduria/Sava (dove lavoro): è una strage continua. Continuiamo sensibilizzare e incrociamo le dita. Un caro saluto !

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